| L'associazione culturale A.P.E.,nel corso dell'anno 2000-2001 ha realizzato progetti formativi che sono effettivamente inseriti in un percorso di ricerca-azione e godono della possibilità di costanti monitoraggi e di momenti di discussione che permettano di potenziare la qualità dell'offerta formativa.
L'associazione ha promosso il suo intervento essenzialmente nella scuola materna ed elementare,in quanto consapevole della necessità di supportare il lavoro degli insegnanti di tale grado di scuola con una formazione adeguata che abbia un duplice scopo:
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migliorare le competenze pedagogiche, psicologiche e didattiche dei docenti,ottimizzando i tempi d'intervento;
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assumere metodologie scientifiche per rendere oggettivi i risultati raggiunti, anche attraverso l'utilizzo costante di strumenti affidabili per l'osservazione sistematica degli alunni.
L'associazione è convinta che per rendere fortemente competitiva sul territorio l'offerta formativa della scuola di base è necessario, non solo godere di strutture adeguate, ma anche essere in grado di documentare il lavoro svolto non in modo approssimato, ma in maniera oggettiva, trasparente e verificabile.
L'associazione ha,quindi,articolato la sua offerta formativa come segue:
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Lezioni frontali con il supporto di strumenti logico formativi che hanno come obiettivo prioritario l'acquisizione da parte dei docenti di strumenti e strategie di carattere didattico, adeguati alla loro proposta formativa.
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Allestimento di situazioni di apprendimento diversificate ed analisi mirata delle stesse, atta ad individuare gli interventi di carattere psicologico più idonei e rispondenti all'età evolutiva degli alunni.
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Lavori di gruppo: produzioni di interventi mirati , di carattere psicologico e didattico, in situazioni “tipo” di insegnamento-apprendimento.
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Predisposizione di strumenti affidabili per la verifica e la valutazione degli interventi e il monitoraggio della proposta formativa.
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Lavori di gruppo : programmazione di attività da realizzare e di modalità di controllo delle stesse.
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Lavori d'intergruppo.
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Promozione di attività di gemellaggio con altre scuole coinvolte nella formazione.
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Monitoraggio sugli esiti ottenuti, nel rispetto di un comune protocollo d'intesa.
L'associazione A.P.E. ha individuato in tali percorsi formativi la chiave di lettura del suo lavoro ed ha inteso promuovere queste finalità allo scopo di differenziare la sua offerta da quella più generica di “aggiornamento”,legata a modalità d'intervento esclusivamente frontali. Pertanto essa si avvale del contributo di esperti sia nell'ambito didattico che in quello psicologico:
L'IMEPS di Napoli che promuove la formazione dei docenti nella psicologia relazionale,mette a disposizione le sue competenze nella gestione di ogni progetto formativo;i docenti che curano la realizzazione del progetto sono in possesso dei titoli culturali necessari,sono esperti in didattica,scienza della valutazione,psicologia dell'età evolutiva,psicologia dinamica e relazionale ed hanno promosso molteplici attività di formazione sul territorio nazionale.
Anno scolastico 2002-2003
L'agenzia APE , per migliorare la qualità della proposta formativa nell'ambito della scuola di base , ha messo a punto una serie di interventi mirati nati dalla ricerca sul campo e puntualmente verificati nella loro efficacia.
Nella scuola che cambia la professionalità del docente deve essere sostenuta da un atteggiamento dinamico e flessibile che scaturisce dalla consapevolezza di saper gestire ogni situazione problematica relativa all'istituzione scuola e al gruppo classe.
Per sostenere la formazione di tale docente è necessario predisporre interventi strutturati in maniera scientifica ed affidabile che lo inducano ad un monitoraggio costante e gli permettano di allestire percorsi alternativi di apprendimento.
Solo in tal modo tutti gli alunni potranno raggiungere gli obiettivi prefissati e la qualità dell'offerta formativa risulterà potenziata e competitiva sul territorio.
LA SCUOLA DELL'INFANZIA
La scuola dell'infanzia rappresenta un momento fondamentale per lo sviluppo dell'identità, dell'autonomia e delle competenze dell'alunno dai tre ai cinque anni.
Pertanto, l'agenzia APE, consapevole della responsabilità morale, sociale ed educativa dell'operatore di tale scuola, ne affianca il ruolo, predisponendo interventi formativi mirati che tendono a sostenere ed a monitorare in tutte le fase il suo lavoro: dal test sociometrico all'allestimento delle attività, alla valutazione e al recupero.
Le fasi di lavoro sono:
• la nuova figura dell'operatore, mediatore del disagio, guida invisibile;
• chi è il mio alunno: il bambino tra simbolo e realtà, acquisire maggior consapevolezza della fase evolutiva del bambino di scuola materna per conoscere i limiti e le potenzialità;
• lettura operativa degli orientamenti: come i campi d'esperienza diventano attività a misura del bambino;
• il laboratorio quale struttura portante della scuola dell'infanzia: come costruirlo, come monitorarla.
In relazione al punto 4) l'agenzia APE ha pianificato interventi operativi che guidano gli insegnanti nell'elaborazione di percorsi laboratoriali e forniscono strumenti per monitorare il lavoro dei bambini. La stessa agenzia, inoltre, cura in tempi brevi la stesura di quaderni didattici che guideranno il docente nell'elaborazione dello storiogramma dell'alunno e rappresenteranno uno strumento affidabile di valutazione ed un elemento essenziale in virtù del quale è possibile costruire percorsi didattici trasversali e rendere operativa la continuità.
Per la scuola dell'infanzia sono stati predisposti anche percorsi di lavoro di carattere più strettamente psicologico che prevedono simulate, circle time e giochi di scambi di ruolo, per rendere esperenziale quanto detto dal formatore.
Anno scolastico 2003-2004
Puntualizzazione nelle strategie d'intervento.
La scuola dell' infanzia
Il primo percorso di lavoro è articolato in tre moduli della durata di 15 ore ciascuno che possono essere anche tenuti in tempi dilatati, tali da consentire agli esperti un corretto monitoraggio del lavoro svolto e l'allestimento di un eventuale modulo di recupero.
Ogni modulo si articolerà in due fasi : una prima fase sarà di carattere frontale, alquanto breve, supportata dall'utilizzo di filmati e lucidi. Per alcune lezioni l'Agenzia APE si avvarrà della collaborazione di psicologi che lavorano presso l'Istituto di Medicina e Psicologia Sistemica( I. M. e P. S.) riconosciuto dal MIUR con D.M. del 13/ 6/ 2003 G.U. n147 del 26/ 6/ 2003 ed hanno maturato esperienze nella Consulenza e mediazione familiare presso centri per la famiglia in numerosi comuni della Campania.
Una seconda fase, di carattere esperenziale, prevede l'organizzazione dei docenti in gruppi di lavoro e l'allestimento di percorsi didattici di reale e rapida fruibilità in quanto costruiti sulle esigenze dell' utenza.
Va aggiunto un modulo di lavoro della durata di quattro ore per il monitoraggio delle attività svolte.
I modulo
Il bambino e il gruppo: strategie per leggere i vissuti e pianificare interventi mirati
Interventi frontali forniranno ai docenti strumenti validi ed affidabili per leggere il vissuto dei bambini e gradualmente poter cogliere le differenze che connoteranno la personalità di ciascuno . Nella fase esperenziale i docenti saranno guidati a simulare situazioni di lavoro scolastico per imparare a riconoscere in ogni bambino quei segnali anche deboli che lasciano evincere i loro canali preferenziali o evidenziano situazioni di disagio, provenienti anche dalla famiglia di origine
Partendo dalla consapevolezza che nei primi anni della scuola materna bisogna gradualmente sollecitare un processo di integrazione del bambino nel gruppo, il docente dovrà essere guidato ad utilizzare tali strumenti con attenzione, accompagnando il naturale sviluppo della socialità di ciascuno . Per tale motivo saranno costruiti percorsi di lavoro differenziati che illustreranno diversificate problematiche e proporranno soluzioni diverse
II modulo
Dagli “Orientamenti” alle “Indicazioni Nazionali”
Una prima fase, di carattere informativo, mirerà a chiarire i punti salienti della Riforma e a socializzare l'esatta accezione della terminologia di base, per rendere spendibili ed interattive le acquisizioni di ciascun docente e per predisporre strumenti idonei a che si attui una reale convergenza di intenti nella proposta formativa.
Nella seconda fase, esperenziale, l'obiettivo prioritario sarà quello di promuovere una cultura della progettualità, partendo dalla certezza che il docente non può lasciare al buon senso il suo intervento, ma deve riconoscersi quale tecnologo, esperto nell'arte del programmare, in grado di padroneggiare strumenti di intervento funzionali al raggiungimento degli obiettivi.
III modulo
Dai “Piani personalizzati delle attività” al “Portfolio”
In una prima fase si cercherà di fornire ai docenti strumenti validi ed affidabili che supportino il loro lavoro e gli permettano, in linea con la più avanzata ricerca pedagogica e psicologica , di definire il tipo di carattere degli alunni, le differenti strategie di apprendimento, le modalità comunicative, come si rapportano all'ambiente. Da qui l'importanza dell' “osservazione a tutto campo” per registrare i comportamenti dei bambini. L'osservazione è strettamente collegata alla progettazione dei piani personalizzati delle attività. Nei gruppi i docenti ipotizzeranno percorsi di lavoro diversificati e costruiranno anche griglie di osservazione valide.
La seconda fase di questo ultimo modulo verterà sul come realizzare il “portfolio” , una raccolta strutturata di informazioni che pone di fronte a compiti nuovi e delicati e all'esigenza di organizzare con organicità e continuità la documentazione necessaria per la sua costituzione
Monitoraggio
Le attività di verifica avranno luogo in itinere e prevedono la presenza di un esperto in situazioni di apprendimento e in situazioni di gestione del micro e macro gruppo. Ci si avvarrà di questionari e schede per monitorare i percorsi
Ai docenti sarà somministrato,a conclusione dei lavori, un questionario atto a rilevare i punti di forza e i punti deboli delle attività svolte.
Relatori:
Materiali e strumenti
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slides
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fotocopie
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testi mirati
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filmati
LA SCUOLA ELEMENTARE
ANNO SCOLASTICO 2002-2003
IL VENTAGLIO DEI POSSIBILI
Gli allievi sono diversi tra loro così come lo sono gli insegnanti. Questa duplice diversità richiede la conoscenza del profilo cognitivo di ognuno e un'analisi dei metodi di insegnamento apprendimento impiegati. Per gestire in maniera efficace una relazione l'insegnante deve imparare a conoscere il suo stile relazionale, deve imparare a leggere un sistema di relazioni per poter attivare strategie e metodi adeguati.
Sono trattate le seguenti tematiche:
• Perché sono un insegnante? per riflettere sulle ragioni profonde che hanno portato a scegliere questa professione ed acquisire un corretto stile relazionale.
• Come tenere conto della diversità degli alunni. La psicologia differenziata: situazioni, tecniche e strumenti per permettere a ciascuno di raggiungere i medesimi obiettivi.
• Analisi critica di alcuni metodi di insegnamento apprendimento. Apprendimento per trasmissioni di conoscenze, apprendimenti per imitazione, apprendimenti attraverso la ricerca e l'esperienza, apprendimenti procedurali………
• Come imparare a leggere e a monitorare un sistema di relazioni. I rapporti interpersonali affrontati con l'analisi transazionale.
Ogni tematica è sviluppata in due incontri e prevede l'allestimento di simulate, la somministrazione di test, lavoro di gruppo e momenti di intergruppo.
ANNO SCOLASTICO 2003-2004
Dall'oralità alla scrittura, un filo sottile affidato ad un'autentica professionalità.
La suola primaria
Obiettivi :
Formare un docente in grado di :
ARTICOLAZIONE
Il percorso di lavoro si articola in sei unità, ognuna della durata di 6 ore, per un impegno totale di 36 ore. Per ogni unità sono previste due ore di lezione frontale e quattro ore di lavoro di gruppo o di intergruppo , Queste ultime saranno utilizzate per socializzare e rendere fruibili i risultati raggiunti dai singoli gruppi.
Va aggiunto un modulo di lavoro della durata di quattro ore per il monitoraggio delle attività svolte.
Ai docenti sarà somministrato un questionario d'indagine, alcuni giorni prima dell'inizio delle attività, sulle tematiche da trattare per riequilibrare il materiale predisposto.
Prima unità
Il docente e le parole della riforma.
Nella fase iniziale , attraverso una puntuale lettura critica delle indicazioni nazionali, si mirerà a chiarire le linee progettuali della riforma ed a costruire un lessico comune pienamente condiviso da tutti i docenti.
L'assunzione di un lessico condiviso è per i docenti anche un impegno di carattere etico , per tale motivo, sarà compito dei lavori di gruppo potenziare questo sistema di condivisione che rappresenta una valida base su cui costruire un sistema affidabile di relazioni.
Seconda unità
L'organizzazione dell'unità scolastica, figure sistemiche e figure di supporto una “gerarchia” circolare.
Partendo dal presupposto che la scuola della riforma tende essenzialmente a sburocratizzare le relazioni per ottimizzare i tempi e a rendere più flessibile l'offerta formativa per adeguarla ad una domanda in continua evoluzione, nelle ore di lavoro frontale sarà necessario chiarire ai docenti il funzionamento di un sistema di relazioni “complesso” come quello scolastico, per stimolarli a riqualificare il proprio ruolo professionale in una nuova ottica di carattere sistemico.
Nelle ore di lavoro di gruppo i docenti saranno seguiti da esperti che,utilizzando simulate e giochi di ruolo, li stimoleranno a leggere in maniera corretta un sistema di relazioni ed a comprenderne sia le disfunzioni sia le strategie di facilitazione. Tali competenze risultano fondamentali per incrementare nella scuola un fattivo clima di collaborazione, al di là di particolarismi sempre infruttuosi.
Terza unità
Dall'ordine epistemologico alla costruzione delle unità di apprendimento.
Le indicazioni ministeriali forniscono ai docenti chiare indicazioni relative agli obiettivi specifici di apprendimento, ma tale indicazioni rischiano di restare sterili se non sono supportate da una adeguata rielaborazione che le renda operative, flessibili e di rapida
fruibilità. Le lezioni frontali si limiteranno a fornire ai docenti chiarimenti sull'ordine epistemologico e sulle metodologie sottese all'epistema di ogni disciplina. Nelle ore di lavoro di gruppo i docenti saranno guidati a simulare reali situazioni di apprendimento e a costruire unità di apprendimento mirate.
Quarta unità
La scuola delle educazioni: un impegno da gestire con professionalità .
La vera innovazione della riforma consiste essenzialmente nel ruolo prioritario che hanno assunto Le Educazioni e soprattutto l'educazione alla convivenza civile che rappresenta un po' lo sfondo integratore di tutte le altre. Nelle ore frontali si chiarirà ai docenti tale aspetto altamente professionale che hanno assunto le educazioni, uscendo definitivamente dal folklore pedagogico in cui erano state collocate negli anni ottanta per diventare un sistema operativo in cui far confluire varie competenze disciplinari. Nelle ore di lavoro di gruppo i docenti saranno guidati nella costruzione di percorsi operativi attraverso le indicazioni relative ad ogni educazione. Saranno dedicate alcune ore al lavoro d'intergruppo per socializzare i risultati raggiunti.
Quinta unità
I piani di studio personalizzati: strategie per riconoscere e valorizzare le differenze .
Un punto da chiarire è sicuramente quello relativo ai PSP, che rappresentano una giustificata ratifica di un tipo d'insegnamento individualizzato che da anni nella scuola chiede una sua collocazione normativa, più che approssimata e volontaristica, per tale motivo nelle ore frontali si cercherà di fornire ai docenti strumenti validi ed affidabili che supportino il loro lavoro e gli permettano, in linea con la più avanzata ricerca pedagogica e psicologica , di definire il tipo d'intelligenza del proprio alunno e il suo canale preferenziale. Nei gruppi i docenti ipotizzeranno percorsi di lavoro diversificati e costruiranno anche prove di verifica valide ed affidabili.
Sesta unità
Come costruire un potfolio delle competenze .
Creare una fattiva collaborazione con la scuola secondaria di primo grado è, sicuramente richiesto da tempo nella normativa scolastica , ma individuare gli strumenti che rendano operativa la continuità verticale, è un vincolo che richiede professionalità per essere messo a punto e il possesso di competenze relazionali didattiche e pedagogiche da parte del docente. Il docente responsabile dovrà individuare gli elementi che riescono ad esplicitare le competenze dell'alunno, dovrà verificare la loro congruenza rispetto agli obiettivi stilati e dovrà socializzare, ridiscutere, rielaborare nel consiglio di classe il percorso ipotizzato. Gli esperti cercheranno in questa unità di fornire ai docenti esemplificazione valide che possano supportare il loro lavoro e favoriranno un clima costante di discussione e dibattito.
Monitoraggio
Le attività di verifica avranno luogo in itinere e prevedono la presenza di un esperto in situazioni di apprendimento e in situazioni di gestione del micro e macro gruppo. Ci si avvarrà di questionari e schede per monitorare i percorsi
Ai docenti sarà somministrato,a conclusione dei lavori, un questionario atto a rilevare i punti di forza e i punti deboli delle attività svolte.
Relatori:
Materiali e strumenti
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slides
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fotocopie
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testi mirati
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filmati
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